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Grazie ai relatori intervenuti il 20 giugno

Grazie ai relatori intervenuti il 20 giugno all’evento “La Giustizia ai tempi della Serenissima” promosso da Gea.

Grazie all’editorialista de Il Gazzettino Edoardo Pittalis intervenuto con il figlio giornalista Gian Nicola Pittalis autori del libro “Condottieri della Serenissima”; un grazie particolare per la preparazione attenta e competente all’avvocato Tommaso Bortoluzzi, vice presidente Ordine Avvocati di Venezia e allo storico Davide Busato.

L’evento, seguito da un numeroso e folto pubblico, è stato celebrato con successo al Palco in piazzetta Toniolo grazie alla disponibilità di Stefano Ceolin.

Il confronto è stato di alto livello. Non solo ha permesso di ricostruire tasselli aggiornati delle pratiche della Serenissima in tema di Giustizia ma ha permesso soprattutto di avviare una riflessione attenta sul senso della storia come maestra di vita.

Ha concluso bene Gian Nicola Pittalis dicendo che i secoli trascorsi dalla fine della Serenissima ad oggi ci hanno insegnato il valore della civiltà e lo spessore del sistema di giustizia attualmente in vigore. Davide Busato ha sottolineato come la storia abbia una sua intrinseca razionalità che è insita in quello specifico periodo e che non può sostenere raffronti con altre epoche. Eppure l’avvocato Tommaso Bortoluzzi ci ha condotto in un percorso alla scoperta del valore supremo che la nostra Costituzione dà ai fondamentali diritti civili dell’essere umano, con principi di eguaglianza e di garanzia ad un livello altissimo anche in paragone agli attuali sistemi vigenti in paesi come Francia e Stati Uniti. Ha affermato Edoardo Pittalis che infatti il nostro sistema giudiziario non è di per sé in crisi, ma che la crisi è del nostro sistema-paese in generale soprattutto per un gravissimo problema di selezione della classe dirigente.

Ecco spiegato perché Gea si impegna così tanto nella promozione di eventi culturali. Perché la crisi contemporanea è specificatamente culturale prima che economico-finanziaria. Perché dobbiamo ritrovare il confronto, la passione del sapere e la fiducia nella nostra storia nonché nella capacità di fronteggiare con creatività ed efficacia anche i momenti più difficili.

Occorre superare gli egocentrismi e le visioni miopi, riscoprire il valore delle persone oneste e di spessore profondo, rilanciare un futuro che sa guardare davvero lontano.
Tutto è possibile, insieme. Quando le relazioni non sono virtuali ma virtuose.

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